PrEP

La pillola anti HIV è già tra noi, ma nessuno ce lo dice

Sin da bambino sono cresciuto con la paura di prendere l’AIDS, e in effetti non poteva essere altrimenti. La massiccia campagna pubblicitaria di informazione e prevenzione, d’altronde, era così ben congegnata che il solo pensiero di fare sesso senza utilizzare precauzioni mi metteva in agitazione. Ma non era solo questo a spingermi a utilizzare sempre il preservativo.

Che si morisse di AIDS era evidente. Non perché te lo diceva un servizio al TG o una trasmissione in radio, ma perché era sotto gli occhi di tutti.

La gente moriva, gli amici morivano e nell’attesa di una cura che salvasse il mondo avevo però una certezza, un vero e proprio sogno liberatorio. Ero convinto che una volta trovata la cura ci sarebbe stata la più grande e lunga orgia di tutti i tempi, una cosa da far impallidire il ricordo dei figli dei fiori anni ’70 o i festeggiamenti per la fine della guerra mondiale. La ricerca farmacologica per fortuna ha fatto molti progressi negli ultimi anni e ora l’infezione da HIV può essere tenuta a bada evitando che si tramuti in AIDS. Poi con mia grande sorpresa ho scoperto dell’esistenza della PrEP, medicina la profilassi pre-esposizione. Da non credere. Esiste una semplice pillola che assunta con regolarità ti rende immune dall’HIV. Costa solo 2 euro ed esiste addirittura da ben 10 anni. È proprio così: la PrEP esiste, è disponibile anche in Italia e nessuno ce lo ha mai detto! Avete capito bene. Anche se si hanno rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive non si prende l’HIV.

Ma come?! Anche senza arrivare agli eccessi orgiastici della mia fantasia, come è possibile che nessuno ne parli?

Nulla! Né in tv, né per radio e neppure sui cartelloni pubblicitari per controbilanciare il terrorismo emotivo che abbiamo vissuto per anni.

Beh, noi di 4:20 Republic abbiamo deciso di rompere il velo di omertà. Ovviamente non siamo esperti di medicina e allora ci siamo fatti spiegare tutto dalla dottoressa Silvia Nozza, infettivologa del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Dottoressa, come è possibile che in Italia nessuno sappia nulla della PrEP?

In effetti non è pubblicizzata al grande pubblico. In altri Paesi invece, come per esempio Francia o Stati Uniti, c’è addirittura la pubblicità in metropolitana, cosa che qui da noi non viene fatta. Una conoscenza che in Italia sembra esserci solo nel mondo gay e non in quello etero. Vero, perché il mondo gay è quello che la utilizza di più ed è pure quello dove ci sono stati, dal punto di vista pratico, gli studi di efficacia.

Ma la PrEP è un farmaco sperimentale?

No, sono due farmaci, Emtricitabina e Tenofovir, uniti in una compressa, che hanno dimostrato efficacia sia sugli
uomini che sulle donne, su tutte le popolazioni a rischio. È dal 2012 che è stata autorizzata dalla FDA (Food and Drug Administration) e quindi compie 10 anni.

Quindi funziona sia con gli uomini che con le donne?

Sì, funziona con entrambi ma con modalità di assunzione diverse. Le donne possono prenderla soltanto con la modalità continuativa, ovvero una compressa al giorno, così come anche gli uomini etero. Gli uomini che vanno con altri uomini invece possono prenderla anche con la modalità cosiddetta “al bisogno”. In questo caso, si prendono due compresse prima di fare sesso, una dopo 24 ore e un’altra dopo 48 ore.

E che percentuale di efficacia ha?

Se viene presa correttamente, ovvero senza dimenticarla, ha una protezione del 99%.

Come si fa ad ottenere la PrEP?

Ci sono centri prescrittivi, che sono i centri di malattie infettive, in cui vengono fatti gli esami di screening per l’accesso alla PrEP. Prima di prescriverla infatti bisogna verificare che uno non abbia già contratto l’infezione da HIV e controllare che i due organi che smaltiscono la PrEP, fegato e reni, funzionino bene. Cosa che tendenzialmente nei giovani non è un problema (e per giovani in medicina si intende sotto i 50 anni). Viene fatto anche uno screening di controllo per tutte le infezioni che sono sessualmente trasmissibili.

Chi invece non può usarla?

Chi ha un’insufficienza renale, ovvero i reni che non funzionano bene, mentre chi ha l’epatite B cronica, la può usare soltanto con la modalità continuativa perché il farmaco che viene dato cura anche l’epatite B.

Ma per venire nei centri prescrittivi bisogna prima passare dal proprio medico curante?

No, noi abbiamo un ambulatorio a libero accesso, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 11, che permette lo screening di tutte le infezioni sessualmente trasmissibili e in Lombardia è gratuito. Dico così perché il nostro sistema sanitario è regionale e ogni regione può decidere autonomamente. Nel caso della Lombardia fortunatamente questi esami non si pagano, come del resto non si paga il counseling per la PrEP, spieghiamo tutto e poi la prescriviamo a chi la vuole. Ma se uno vuol farsi solo gli esami per le infezioni sessualmente trasmissibili è assolutamente libero di farlo.

E il farmaco quanto costa? È rimborsabile?

In Italia non lo è. Si prende in farmacia e costa 58 euro per 30 compresse, ovvero un mese di assunzione. Con la modalità “on demand” invece una confezione viene utilizzata 7 volte.

E negli altri stati com’è la situazione?

Dipende da nazione a nazione, Ci sono Paesi come gli Stati Uniti in cui viene rimborsata dalle assicurazioni, mentre in altri come la Francia è passata gratuitamente, così come anche in Catalogna, ma non in tutta la Spagna.

Chi sono gli utenti che vengono da voi?

L’età media delle persone che seguiamo in PrEP è di 36 anni, e al San Raffaele ne abbiamo più di 700, un numero molto alto. Sono quasi tutti uomini che fanno sesso con uomini, tranne pochi che sono eterosessuali. Invece attualmente non abbiamo nessuna donna purtroppo.

Come mai?

Perché è poco conosciuta e ha lo svantaggio per le donne di dover essere presa solo con la modalità continuativa. Gli uomini gay invece hanno più possibilità di gestirne l’assunzione.


Marco De Luca