Transizione Energetica

Un’illusione ecosostenibile

Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare di ecosostenibilità, energia pulita e fonti rinnovabili senza che i governi (e le aziende) prendessero seri impegni a riguardo. La storia, come si suol dire si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Di fatto il continuo posticipare la transizione energetica da parte di entrambi gli emisferi è oramai una gag che dura da più di vent’anni. 

I profitti generati da alcune lobby (che hanno devastato le terre e impoverito i popoli di tutto il mondo) sembrano intoccabili ora come vent’anni fa. Tutto ciò è il prodotto di una collusione tra stato ed economia che ormai regna sovrano in tutto il mondo, evitando all’uno di dirigere l’altro.

Quello che abbiamo visto al G20 di Roma è l’ennesimo rinvio, l’ennesima buffonata o come l’ha definito qualcuno il continuo “Bla bla bla” dei politici su tematiche più e più  volte discusse e approvate dalle nazioni unite e dagli stati membri.

Senza definire una data precisa per la fine delle emissioni di CO2 (e le eventuali sanzioni per gli stati che non dovessero rispettare tali accordi) sembra l’ennesimo passaggio della patata, che diventa sempre più bollente. 

Anche l’obiettivo dell’abbassamento della temperatura mondiale di 1,5 °C è stato argomento di discussione nello scorso ventennio, trovando tutti i Paesi concordi nell’impegnarsi il più possibile per il raggiungimento di tale obiettivo. Le buone intenzioni però non bastano in politica come nella vita e, arrivati al 2022, constatiamo come gli stati abbiano disatteso tutti i punti fissati vent’anni prima. 

Basta pensare che tra gennaio 2020 e marzo 2021 i Paesi del G7 hanno investito più di 189 miliardi di dollari a supporto delle fonti non rinnovabili, contro 147 alle tecnologie low-carbon. In pratica più della metà degli investimenti sono stati destinati a industrie high-carbon aumentando ed incentivando il consumo di combustibile fossile, dichiarando invece di marciare verso un mondo ecosostenibile. 

Rinviando al 2050 gli obiettivi ecologici stiamo (per l’ennesima volta) scaricando il barile alle future generazioni, complici, come tutte quelle passate, di un sistema che non vuole e a cui non conviene cambiare.


Sara Monaco