Le muffe

Che cos’è la muffa?

Il termine “muffa” si riferisce ad un gruppo di funghi fitopatogeni che provocano determinati tipi di malattie nelle piante.

Come si riconosce?

In generale la muffa si trova sulla parte superiore delle foglie ma ci possono essere anche delle eccezioni, per esempio può attaccare i fiori o frutti delle piante. 

Cosa bisogna fare per prevenirla?

1. Se coltivate indoor tenete bassa l’umidità della stanza.

2. Se coltivate in serra assicuratevi un movimento continuo d’aria e lasciate sufficiente spazio tra una pianta e l’altra (questo punto vale anche per l’outdoor).

3. Per diminuire l’umidità relativa all’interno della pianta, praticate una defogliazione seguendo criteri precisi.

4. Mantenete pulita la vostra area di coltivazione: il materiale organico morto è fonte di nutrimento per questi funghi fitopatogeni.

Di seguito parleremo di due delle forme di muffe più comuni: la botrite e l’oidio.

Esempio di foglia affetta da botrite

LA BOTRITE

La botrite (comunemente nota come marciume grigio o muffa grigia) attacca le piante deboli o i fiori morenti e si sviluppa tendenzialmente in condizioni di alta umidità.

In natura questo fungo aiuta il processo di riciclaggio delle piante, attraverso la loro scomposizione e la conseguente presenza di sostanze nutritive disponibili nel terreno. In questo modo il fungo in realtà svolge un ruolo vitale nel ciclo naturale di crescita. Ma quando colpisce i raccolti, è un parassita!

Cos’è la Botrite

La Botrytis Cinerea è un fungo necrotrofo, il che significa che uccide l’ospite per ottenere tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

Come si riconosce

Il tessuto su cui si sviluppa diventa scuro e a volte molle, a causa della morte delle cellule ospiti. Nel tempo, si forma uno strato di muffa grigia pelosa sulle macchie scure.

Cosa si può fare

Una volta colpito il tessuto organico il processo è irreversibile, si può unicamente evitare il diffondersi della malattia. Non si deve mai permettere alla pianta infetta o alle sue parti contaminate di venire a contatto con parti di altri piante sane. Tenete presente che le spore del fungo si diffondono per via aerea, quindi state anche molto attenti quando asportate le parti infette.

Ciclo biologico della botrite

La muffa grigia di solito si sviluppa nei resti di colture precedenti abbandonati sul terreno. Il micelio presente in questi resti si sviluppa quando le temperature aumentano, per esempio all’inizio della primavera. In piena luce, il micelio comincia a produrre strutture chiamate conidiofori. All’estremità di questi conidiofori si formano delle spore chiamate conidi che poi sono trasportate attraverso l’aria e possono venire a contatto con le foglie o gli steli delle colture.

Sintomi della malattia

Inizialmente l’infezione fungina non è visibile sui fiori. La necrosi – cioè quando il tessuto assume un colore marrone e sembra umido vicino alla parte infetta – è uno dei primi sintomi che indicano una possibile contaminazione da Botrite. Un’infezione da botrite può anche essere riconosciuta da macchie di colore più chiaro sui fiori con un anello di colore marrone scuro intorno ad esse.

Come prevenire la malattia

È molto importante rimuovere immediatamente tutte le parti della pianta che sono state infettate dalla botrite.

È essenziale che la pianta infetta o parti di essa non vengano a contatto con altre piante, in quanto faciliterebbe il propagarsi di nuvole di spore di botrite nell’aria. Queste spore potrebbero posarsi sulle piante sane infettandole. 

Una buona ventilazione è inoltre essenziale per mantenere l’umidità ad un livello inferiore rispetto alla media, soprattutto intorno alle foglie e ai fiori. Una defogliazione fatta con criterio aiuta a mantenere l’umidità relativa più bassa all’interno della pianta.

Per le colture all’aperto, si consiglia di coprire il coltivo con un riparo di plastica, come una serra a tunnel, quando è prevista pioggia. Questo impedisce che le piante si bagnino.

È importante fare attenzione ai parassiti come i bruchi, i quali possono danneggiare la cuticola della pianta, che la B. cinerea può sfruttare per entrare più facilmente nella pianta. È inoltre più facile per questi funghi contaminare i tessuti danneggiati da parassiti masticatori. Altri insetti come i tripidi possono trasportare e propagare le spore della botrite.

Soluzioni per il controllo della malattia

Diversi microrganismi si sono dimostrati efficaci nel controllo della B. cinerea in un’ampia varietà di raccolti. La Clonostachys rosea (= Gliocladium roseum) è un fungo che è utilizzato per combattere e prevenire gli attacchi di botrite, grazie alla sua capacità di sopprimere la produzione di spore. Alcune specie di nematodi sono state utilizzate per controllare efficacemente la botrite.

Molti preparati agli estratti vegetali sono commercializzati principalmente per la prevenzione dagli attacchi e lo sviluppo della B. cinerea. Buoni risultati sono stati raggiunti con gli estratti di timo, di semi di agrumi, d’origano, di menta, d’aglio e di pepe, per nominarne soltanto alcuni.

Esempio di frutto intaccato dall’oidio

L’oidio

L’oidio è anche conosciuto come “mal bianco”. Prima che i sintomi diventino evidenti, sulla foglia iniziano a svilupparsi a macchia delle piccole bolle, che in seguito saranno sostituite dalla caratteristica polvere bianca. La foglia appare come se fosse coperta da uno strato di polvere biancastra. In generale la muffa si trova sul lato superiore della foglia, ma ci sono anche delle eccezioni: ad esempio, una variante di oidio si sviluppa solo sulla parte inferiore della foglia, quindi non c’è da sorprendersi che molte volte questa tipologia di oidio non venga immediatamente rilevata. In ogni caso, quando la malattia è in fase avanzata, le foglie possono finire per essere completamente ricoperte da uno strato bianco e, nei casi più acuti, può anche colonizzare le gemme, con conseguente perdite in termini di dimensioni e qualità delle colture.

Come prevenire la malattia

ll miglior trattamento contro questi tipi di funghi è la prevenzione. Una volta che si sono stabiliti e sviluppati, sono molto difficili da sradicare, a volte anche con fungicidi chimici. Cercate di evitare che le spore provenienti da altri coltivi o semplicemente dall’esterno, contaminino le piante e mantenete sempre la vostro zona di produzione pulita: utilizzate solo apparecchiature pulite e lavatevi accuratamente le mani prima di entrare nella area di coltivo.

Soluzioni per il controllo del parassita

Controllate le foglie più vecchie regolarmente per accertarvi che non ci sia una crescita fungina e che le foglie non scoloriscano verso un giallo sbiadito.

– È possibile rimuovere le foglie sospette e metterle in un sacchetto richiudibile da congelatore, insieme ad alcuni fogli di carta assorbente umida, in un luogo caldo. Dopo due giorni, per verificare se le foglie siano infette, controllatele con una lente di ingrandimento per verificare la presenza di muffe. 

– Togliete le foglie contaminate ma stando attenti di non diventare voi stessi veicolo di infezione della muffa. Assicuratevi di lavarvi le mani regolarmente, preferibilmente con una soluzione alcolica. 

– Bruciate tutti i materiali infetti. 

Per maggiori informazioni e consigli sulla coltivazione visitate il nostro sito www.canna-it.com

Esempio di foglie attaccate dall’oidio

CANNA Research