International Cannabis

Nasce la nuova collaborazione tra Hempire Italia e Green House Feeding per la produzione di cannabis light nella penisola

Sono passati diversi anni da quando il mercato della cannabis light ha travolto l’Italia e tra scettici, antagonisti e “gufi”, ne abbiamo viste e sentite delle belle. Resta il fatto che dal lontano 2017 (anno di svolta per il mercato) le aziende di settore sono decuplicate in tutto il territorio. 

Anche se ancora non totalmente regolamentata, la cannabis light resta uno dei prodotti più richiesti dal mercato, raggiungendo negli ultimi anni livelli di qualità che nessuno si sarebbe mai aspettato ai tempi delle conce di Finola e Carmagnola. 

Adesso le genetiche sono profumatissime, stabili e con valori di CBD che superano addirittura i 30 punti percentuali, cosa che spinge le aziende ad investire in ricerca e sviluppo con lo scopo di eguagliare i prodotti a base di THC (almeno per quanto riguarda la qualità organolettica/terpenica del fiore e degli estratti).

Grazie alle due diverse linee di fertilizzanti (una biologica, l’altra minerale) le produzioni di cannabis saranno ovviamente diverse, ma comunque genuine, naturali e dai sapori travolgenti. 

Il confronto tra il metodo biologico e quello minerale è un’esperienza nuova per i ragazzi di Hempire Italia, che si sono concentrati l’anno passato nel paragonare i principali prodotti biologici del mercato Europeo.  Avere l’occasione di veder operare i professionisti di uno dei colossi mondiali della cannabis è sicuramente un’opportunità che noi di 4:20 Republic non vogliamo perdere: un’ opportunità per documentare come il mondo della cannabis sia connesso in tutta Europa, un’Europa che da anni chiede a gran voce la legalizzazione.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Piumatti (Account Manager di GHS) e a Elvis Conti (fondatore di Hempire Italia) di spiegarci nello specifico il progetto, gli sviluppi e le aspettative di questa avventura.

Ciao Ale! Che aria tira in Olanda? Sono tornati gli Italiani ad affollare i coffee?

Mah, diciamo che viviamo con il costante “spauracchio” che la sindaca posso bannare l’ingresso ai turisti nei coffee shops… ma nel frattempo siamo tornati quasi a pieno regime, i turisti europei sono tornati in cittá e la stagione dei festival sta iniziando quindi ci aspettiamo un’estate positiva per tutti i coffee shops della città.

Parlaci dei prodotti Green House Feeding, in cosa sono diversi rispetto a quelli già presenti sul mercato?

I nostri prodotti sono stati tra i primi, se non i primi in assoluto, in polvere.

Sono nati per esigenza e formulati dal nostro team di breeder “capitanato” da Franco che ai tempi voleva avere un nuovo fertilizzante, facile da usare e “comprensibile” come dosaggi e modalità d’uso. Ora sono 10 anni che siamo sul mercato e pian piano ci siamo guadagnati la fiducia e anche una piccola fetta di mercato in mezzo ai grandi nomi del mondo dei fertilizzanti.

Perché la scelta è ricaduta su Hempire Italia per questo progetto?

Ormai da anni collaboriamo con un’altra realtà del mondo del CBD italiano, CBWeed, con la quale andiamo avanti nella progettualità anche ora su vari fronti.

Come tutte le nostre collaborazioni, anche con i ragazzi di Hempire Italia tutto è iniziato per via di un interesse da parte loro nel testare i nostri prodotti GHFeeding per le loro coltivazioni CBD.

Poi, ovviamente, la differenza la fa il feeling che si crea quando ci si conosce,il livello di professionalitá, l’umiltá e la simpatia, doti che abbiamo riscontrato anche con Hempire, quindi siamo pronti a partire.

Deep Candy

Quali genetiche CBD di GHS utilizzerete nei coltivi?

Al momento abbiamo una sola genetica con ratio 1:24 quindi “adatta’ per il mercato italiano che è la Deep Candy. Molte farm italiane l’hanno già coltivata con ottimi risultati quindi siamo curiosi di vedere i risultati del  team Hempire che saranno sicuramente di alta qualità.

Quale figura del vostro team affiancherà i ragazzi di Hempire Italia durante questa esperienza?

I nostri clienti vengono supportati dal nostro tecnico agrario Benoit Bringuet che seguirà le vostre coltivazioni e sarà sempre disponibile per consigli e miglioramenti per far si che i fertilizzanti lavorino al meglio e il risultato finale sia eccelso.

Credi che un giorno potremmo fare la stessa cosa su genetiche THC?

É difficile da prevedere, ma comunque è una speranza che noi tutti abbiamo… speriamo prima della nostra pensione!

Ciao Elvis! Come vanno le cose dopo le riaperture?

Bene grazie! Abbiamo passato due anni lavorando principalmente online. Grazie alla licenza alimentare dei nostri negozi siamo riusciti a restare aperti, anche nei momenti più bui della pandemia.

Sei emozionato per questa nuova collaborazione con GHS?

Tantissimo! Il primo coffee shop che ho visitato a diciotto anni arrivato ad Amsterdam è stato il Green House… pensare che ora stiamo collaborando ad un progetto con loro è quasi come vivere un sogno.. Arjan e tutti i componenti del team di GHS sono persone appassionate con un interesse autentico per la cannabis.  Su questo le due aziende sono molto affini.

Tra le tante genetiche CBD di Hempire Italia, quale avete scelto per questo progetto?

Inizialmente volevamo utilizzare la nuova versione della Cincinnati Charleston, come per il Bio Feeding Contest, ma visti i valori della Cintonic dello scorso anno, abbiamo optato per una versione migliorata di quest’ultima. Oltre alla nostra Cintonic+ ci sarà anche Deep Candy, genetica CBD di GHS che verrà trapiantata nei “panettoni”.

Quali tecniche utilizzerete quest’anno?

Amiamo coltivare in vaso! Partire da un substrato biologico certificato di alta qualità è alla base del nostro cultivo.  Se pensate alla tecnica del panettone è praticamente un vaso gigantesco da cento litri di terra! 

Per il cultivo intensivo divideremo il campo in due blocchi da 500 piante ciascuno, uno fertilizzato in bio e uno in minerale. Per i “panettoni” invece andremo a trapiantare piante già adulte, circa 1 mese di crescita fatta indoor. 

Quest’ultima tecnica serve a dimostrare agli amatori come una qualsiasi pianta di cannabis fotoperiodica possa essere portata a produrre fino a 2 kg d’erba di altissima qualità!

Sappiamo che il mercato italiano della cannabis light non è regolamentato. Non è stressante? Come fate ad avallare nuovi progetti in una situazione così precaria?

Grazie alla cannabis light e alle aziende nate dopo il suo avvento l’opinione pubblica è cambiata radicalmente  e in senso positivo per una volta. Sicuramente se vendessi ciliegie o un’altra delizia che proviene dalla terra vivrei un po’ più sereno, ma voglio pensare che la perseveranza e la professionalità dimostrata in questi anni nel fare il nostro lavoro serva a far capire a tutti che meritiamo di essere riconosciuti come parte attiva della comunità. Sapevamo sin dall’inizio di fare un salto nel vuoto, solo che non sapevamo quanto sarebbe durato.

Come ho chiesto ad Ale, credi che in un futuro breve riusciremo a sviluppare questi progetti con il THC?

Credo che tutto dipenda dal governo che verrà eletto alle prossime elezioni politiche. Le aspettative sono basse, ma come si suol dire… la speranza è l’ultima a morire. Fa ben sperare il fatto che aziende americane come Cookies abbiano già iniziato ad invadere il mercato italiano ed europeo… Chissà… magari sanno qualcosa che noi non sappiamo e, tra qualche anno, ci troveremo a seminare Super Lemon Haze!


Angela Dessì