ARJAN ROSKAM – THE KING OF CANNABIS

In fiera, ad Indica Sativa Trade, noi di 4:20 Republic abbiamo avuto un’occasione davvero speciale, quella di incontrare niente di meno che il Re della Cannabis, all’anagrafe noto come Arjan Roskam, uno degli attivisti più noti al mondo per quanto attiene la liberalizzazione della cannabis.

Socio e grande amico di Franco Loja, l’italiano più conosciuto del settore, deceduto prematuramente durante una spedizione alla ricerca di nuove varietà terapeutiche. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire e ne approfittiamo per intervistarlo.

Arjan, come è cambiato dall’inizio ad oggi il tuo rapporto con la cannabis?

Beh, ho iniziato a coltivare 41 anni fa quando era molto illegale e fino ad oggi sto ancora coltivando illegalmente in alcune aree. Molti ora coltivano legalmente in Africa, in Canada e negli Stati Uniti, ma nella maggior parte d’Europa ancora non si può fare.  All’atto pratico però non cambia molto, sempre più persone fumano facendo parte di questa “valanga verde”, il che è fantastico. 

In Italia c’è un sacco di CBD ovunque, cosa ne pensi degli strain? 

Cosa posso dire? La cosa buona del CBD è che la polizia non riesce a vedere le differenze con il THC e questa è il suo lato migliore; per il resto aiuta con qualche tipo di problema, sapete, ma il CBD deve essere usato in combinazione con il THC per avere l’effetto entourage. Il CBD da solo non basta.

Di solito viaggi molto, ogni anno, ovunque con la tua TV e il tuo show ma in questi due ultimi anni c’è stato il covid, come ha cambiato la tua vita?

Nessun problema, voliamo, voliamo ovunque. Certo abbiamo volato un po’ meno ma solo nelle ultime 6 settimane ho fatto Spannabis, Barcellona poi sono andato a Cayton, poi sono andato a Roma, ora siamo qui a Bologna, poi andremo a Santa Marta in Colombia e dopo ancora a Los Angeles, quindi continuiamo a muoverci.

È bello quando vediamo in Strain Hunters che viaggiate ovunque nel mondo, come hai trovato le persone da incontrare in loco?

Beh, guarda, faccio questo lavoro da 41 anni, sono cresciuto in Africa, vengo dall’Africa, e ho vissuto in Asia e in 8 Stati quindi ho vissuto in tutto il mondo e quando lavori così a lungo la gente inizia a conoscerti. La gente viene ai nostri Coffee Shops Greenhouse ad Amsterdam, viene da tutto il mondo a visitare il nostro coffeeshop per fumare, ci portano i semi tante volte dall’Afghanistan, dal Nepal e Malawi.

Quali sono le differenze tra il Greenhouse coffee shop e il nuovo Strain Hunter’s coffee shop?

Abbiamo i menu un po’ diversi, anche lo stile è leggermente differente, ci sono 2 diversi Strain Hunters Coffeeshop, uno a Barcellona e uno ad Amsterdam e poi ci sono i Greenhouse Coffeshops, solo per avere tutto, sai. (Ride)

Ora che siamo qui in Italia, potresti dirci qualcosa su Franco, quando vi siete incontrati, com’è stato il tuo rapporto con lui?

Sì, sono stati momenti molto belli, ovviamente, Franco ha lavorato con me dal ’98 fino alla sua morte nel 2015; lavorava in uno dei miei negozi, era un giovane italiano molto appassionato nel suo lavoro, così, lentamente abbiamo iniziato a lavorare insieme. 

Abbiamo iniziato ufficialmente The King of Cannabis, creato per attirare turisti in Olanda e diffondere nel mondo la parola della legalizzazione e della regolamentazione, quindi nel 2005 sono tornato indietro e ho detto: “Ascoltate ragazzi, mostriamo al mondo quello che facciamo davvero: andare nella giungla, prendere i semi e tornare.” Franco ha detto:  “Io voglio venire” (ride) così ho detto: “Ok.” Franco parlava francese, italiano e spagnolo, il che era fantastico, così è diventato il mio braccio destro in Strain Hunters e ora con il nuovo film che abbiamo lanciato a gennaio in Sud Africa, ha preso il suo posto Dust, il ragazzo che lavora nel coffee shop di Barcellona, il mio assistente breeder e Oscar, una delle persone più brava al mondo con la microcamera; quindi non vediamo l’ora di nuove avventure alla Strain Hunters.

Un’altra cosa che possiamo vedere in Italia è che gli strain più venduti al momento sono i cosiddetti “Cali”, provenienti dalla California. C’è davvero una differenza così grande tra i ceppi europei e quelli americani?

Guarda, il grande vantaggio è che in America possiamo lavorare legalmente, quindi abbiamo maggiori possibilità di creare nuovi ceppi. Quello che vedete ora dalla Greenhouse Seeds, la Lemon Orange è un collaborazione tra noi e la Crockett’s Seeds e poi abbiamo la Sherbert, la Fullgas e la Exodus Cheese; quindi ci sono un sacco di collaborazioni in corso. I breeder hanno iniziato a lavorare insieme e riescono a mettere sul mercato nuovi sapori. 

Sì può paragonare il tutto al vino: una volta era solo francese, italiano forse un po’ sudafricano ma ora è il momento delle novità. Il vino è australiano, è cileno, è californiano, quindi speriamo che le piccole aziende rimangano in piedi. Nel mondo del vino dominano le grandi aziende, ma qui avete ancora anche le piccole cantine, come il Barolo,  la mia speranza è che in futuro sia lo stesso per la marijuana. Naturalmente ci sono grandi aziende, ma spero che ci saranno anche piccole aziende familiari che saranno in grado di coltivare marijuana con passione e di resistere.

Cosa dobbiamo aspettarci da Green House Seeds quest’anno?

Abbiamo appena lanciato le varietà Lemon Orange e Fullgas e 4 Gelato autofiorenti, sono incredibili, la Holy Snow, la King’s Juice e c’è molto altro in arrivo quest’anno.

Ho un’ultima domanda per te: qui tutti ti conoscono, tutti vogliono fare una foto con te, com’è essere il Re della Cannabis, come ci si sente ad essere così conosciuti?

Sai, sono stato arrestato 8 volte nella mia vita, per me la cosa più importante è assicurarsi che tutti possano fumare, perché penso che la cannabis sia l’erba più importante su questo pianeta. Penso che ogni venerdì, anche se non fumi, ogni venerdì e sabato dovresti fare 3 o 4 tiri di joint, sederti con la famiglia, fare un buon pasto insieme, guardare un film, e poi continuare la giornata. Questo è il messaggio che voglio condividere con il mondo: se non potete legalizzare,  per favore regolamentate e assicuratevi che tutti possano fumare. Questa è e sarà la mia missione.


Marco De Luca