L’USO DELLA CANNABIS MEDICA NEI PAESI BASSI

Nell’immaginario comune i Paesi Bassi rappresentano il paradiso del mondo cannabico.

Sicuramente in questo Paese vi è una mentalità aperta nei confronti della cannabis: lo stigma sociale è azzerato grazie al retaggio culturale e storico che ha permesso una profonda accettazione e utilizzo della pianta sia per uso medico che ricreativo.

1. L’accesso alla cannabis medica in Olanda

Ma vi siete mai chiesti come l’Olanda ha regolamentato l’accesso alla cannabis per uso medico? In questo articolo ci avvaliamo di una recente pubblicazione scientifica per capire come il Paese più lungimirante d’Europa abbia gestito l’accesso alla cannabis medica a tutti i pazienti bisognosi di questa cura. Ad oggi la legge olandese prevede che la cannabis medicinale sia prescrivibile da un qualsiasi medico e sia reperibile in tutte le farmacie del Paese. Sono disponibili cinque diverse varietà di cannabis (prodotte e distribuite dell’azienda Bedrocan®, da cui importiamo gran parte della cannabis dispensata nelle farmacie italiane), con diversi profili terpeno-fenolici e contenuti di THC e CBD variabili.

La legge individua delle patologie per cui cannabis e cannabinoidi possono essere prescritti, in modo analogo alla legge italiana, vale a dire per il trattamento del dolore neuropatico cronico, per gli spasmi e il dolore correlati alla sclerosi multipla (SM), per la mancanza di appetito, la nausea e il vomito correlati a cancro o HIV/AIDS, il glaucoma resistente alle terapie convenzionali e per la Sindrome di Tourette.

Oggi la legge olandese prevede che la cannabis medicinale sia prescrivibile da un qualsiasi medico e sia reperibile in tutte le farmacie del Paese

2. Studio statistico sulle prescrizioni di cannabis dal 2003 al 2016

La storia dell’uso medico della cannabis in Olanda ci porta al 2003, quando è stato messo appunto uno dei primi programmi al mondo sulla cannabis medica: prevedeva la somministrazione di cannabis di grado farmaceutico ai pazienti, con un contenuto di cannabinoidi (THC e CBD) standardizzato. Il programma è stato supervisionato dall’Office of Medicinal Cannabis (OMC), un ente del Ministero della Salute; mentre delle ditte specializzate si sono occupate della coltivazione, confezionamento, test di laboratorio e della distribuzione delle infiorescenze di cannabis medica.

I dati riportati sono estremamente interessanti e sono frutto della raccolta delle prescrizioni di cannabis medica effettuate in Olanda dal 2003 al 2016, ad opera della Fondazione olandese per le Statistiche farmaceutiche.

Entrando nel dettaglio, i dati prodotti sono relativi all’uso giornaliero, alla durata della terapia e alla distribuzione per età dei pazienti assuntori di cannabis. In questo lavoro sono stati confrontati e analizzati due periodi di studio: i dati precedentemente pubblicati relativi al periodo 2003–2010 (periodo 1; n = 34.023 prescrizioni dispensate e tracciate) con i nuovi dati raccolti nell’arco di tempo tra il 2011–2016 (periodo 2; n = 95.022 prescrizioni dispensate). I risultati hanno evidenziato che la distribuzione per età dei pazienti era comparabile tra i due periodi di studio e che la maggior parte dei pazienti ha tra i 41 e 60 anni. Per quanto riguarda la quantità media assunta giornalmente è stato evidenziato che non è cambiata molto nel corso degli anni. Infatti, nel primo periodo di studio, i pazienti hanno utilizzato 0,64 grammi di cannabis al giorno, mentre nel secondo periodo l’utilizzo medio è cresciuto a 0,73 grammi al giorno. Nei due periodi di osservazione si è verificata una leggera inversione per quanto riguarda il sesso dei pazienti: la percentuale di pazienti di sesso femminile è diminuita dal 57,1% al 51,4%, mentre quella dei maschi è aumentata dal 42,9% al 48,6%.

Il dato più evidente è stato l’aumento esponenziale del numero di pazienti tra i due periodi osservati: nel periodo 1 (che copre 8 anni) sono stati identificati un totale di 5601 individui che hanno ricevuto almeno una prescrizione di cannabis medica, mentre nel periodo 2 (che copre solo 6 anni), sono stati tracciati ben 10.826 individui.

L’ultimo dato riporta il numero totale di prescrizioni avvenute dal 2003 in Olanda: la cannabis è stata prescritta circa 170.000 volte a oltre 15.000 pazienti su una popolazione totale di 17 milioni di abitanti.

I dati mostrano che vi è un numero crescente di pazienti olandesi che utilizza cannabis medicinale, mentre il consumo giornaliero medio è rimasto stabile nel corso degli anni.

2.1 Dalle infiorescenze agli oli di cannabis

Inizialmente la cannabis medicinale olandese era disponibile solo come infiorescenza essiccata, da assumere tramite inalazione. Dalla fine del 2015, la cannabis è invece prescrivibile anche sotto forma di estratti concentrati, conosciuti come oli di cannabis, assunti per via orale. Questa nuova forma farmaceutica ha portato a un enorme incremento delle prescrizioni di cannabis dispensate: solo nel 2016, il numero di pazienti che hanno usato olio di cannabis (n = 6421) ha già superato di gran lunga quelli che usano infiorescenze essiccate (n = 4196). I dati dello studio (riassunti in Tabella 1) mostrano che i pazienti anziani e le donne preferiscono assumere olio di cannabis, per una più facile somministrazione e un dosaggio più accurato dei principi attivi.

Sulla base dei dati raccolti, si può concludere che vi è un numero crescente di pazienti olandesi
che utilizza cannabis medicinale, mentre il consumo giornaliero medio è rimasto stabile nel corso degli anni osservati. Questo dato è interessante perché evidenzia che la terapia con cannabis sotto controllo medico non produce fenomeni quali la tolleranza alla cannabis (ovvero la riduzione della risposta al farmaco, determinata dall’assunzione ripetuta che induce assuefazione) e l’eccessivo consumo.

Per uno studio futuro, gli autori si prefiggono di osservare e analizzare altri parametri per poter includere maggiori dettagli sull’uso di oli concentrati di cannabis: un aspetto interessante ad esempio, è poter definire con precisione quale profilo terpeno- fenolico di cannabis (CBD, THC, terpeni, e altre sostanze bioattive) è maggiormente indicato per ogni tipo di malattia, al fine di ottimizzare il successo terapeutico e ridurre al minimo eventuali effetti avversi. (1)

3. Studio clinico: l’uso della varietà Bedrocan nel dolore cronico

Lo studio clinico osservazionale che affronteremo ora è stato invece condotto in Italia nel 2019, da una clinica specializzata di Modena.
L’obiettivo era quello di studiare gli effetti terapeutici a breve termine, la sicurezza, la tollerabilità e i potenziali effetti collaterali del preparato galenico di cannabis (della varietà Bedrocan con il 22% di THC e livelli inferiori all’1% di CBD) in pazienti con una serie di condizioni croniche (dolore, spasmi e rigidità muscolare) che non rispondono ai trattamenti standard.

Sono stati arruolati 20 pazienti (di età compresa tra 18 e 80 anni), i quali si erano rivolti al Medical Consulting Network di Modena per accedere alla terapia con cannabinoidi.

Da questo target di pazienti è stato messo a punto lo studio clinico osservazionale: la terapia prevedeva l’assunzione di olio galenico (estratto di cannabis in olio) per via sublinguale per due volte al giorno per 3 mesi di trattamento. La dose iniziale abituale era bassa (0,5 ml/die) e gradualmente aumentata fino alla massima dose raccomandata (1 ml/ die).

La tollerabilità e gli effetti avversi sono stati valutati all’inizio della terapia e durante tutto il periodo di trattamento (tramite contatto telefonico o visita con il medico). I parametri studiati rispetto alla qualità della vita dei pazienti sono stati valutati all’inizio dello studio e al termine dei 3 mesi di trattamento, somministrando ai pazienti il questionario di indagine sanitaria (SF-36).

Dall’inizio della terapia e 6 mesi dopo il trattamento, i punteggi del questionario SF-36 hanno mostrato i seguenti risultati:

  • riduzioni del dolore totale;
  • miglioramenti nella componente fisica;
  • aumento della vitalità e della vita sociale;
  • migliorato stato di salute generale.

Inoltre sono stati osservati anche dei miglioramenti sulla sfera psicologica dei pazienti: in primis la qualità del sonno, dell’umore e della concentrazione. Questi dati suggeriscono che la terapia con cannabis e derivati potrebbe essere efficace e sicura per il trattamento sintomatico di alcune malattie croniche come il dolore neuropatico, la rigidità e gli spasmi muscolari. (2) Bisogna inoltre considerare che la cannabis provoca effetti secondari (o effetti indesiderati come tachicardia, euforia o sedazione) minimi o nulli, se paragonati alle classiche terapie del dolore come oppioidi e cortisonici che sono di gran lunga più pericolosi e creano danni irreversibili all’organismo.

È necessario partire da queste riflessioni per poter capire l’importanza dell’uso medico della cannabis a vari livelli: come riportato dallo studio olandese e da tante testimonianze, i pazienti che accedono a questa terapia e che ritornano a vivere una vita dignitosa sono in costante crescita. Anche in Italia vi è una crescente richiesta di terapia a base di cannabis, ma abbiamo estrema necessità che il settore medico si applichi allo studio della farmacologia dei cannabinoidi e del sistema endocannabinoide per utilizzare al meglio la pianta di cannabis nella pratica clinica, a beneficio in primis dei malati e di conseguenza della società.

Bibliografia
Bas de Hoop et al. (2018): Medicinal Cannabis on Prescription in The Netherlands: Statistics for i2003–2016 Palmieri et al. (2019): Spontaneous, anecdotal, retrospective, open-label study on the efficacy, safety and tolerability of cannabis galenical preparation (Bedrocan)


Giuseppe Battafarano