AMSTERDAM È IL POSTO IN CUI È CONSENTITO VEDERE SENZA ESSERE VISTI ED ESSERE VISTI SENZA VEDERE.

Perchè, come diceva Erasmo da Rotterdam, “le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”.

L’Olanda è una nazione eccentrica, liberale e cosmopolita, dove il permissivismo commerciale ha caratterizzato la storia (e quindi l’evoluzione) sin dagli inizi del Seicento in maniera fortemente progressista. 

Il riflesso dello spirito liberale fomentato dal commercio è espresso nell’immaginario collettivo da Amsterdam, capitale e centro culturale del Paese.

In questo numero abbiamo voluto sviscerare le ragioni storiche, sociali ed economiche che hanno portato gli olandesi ad un grado così elevato di rispetto reciproco. 

In tutto il mondo occidentale si stanno facendo passi da gigante in materia di diritti civili, ma la terra dei mulini (per alcuni aspetti legati alla sfera personale dell’individuo) resta in assoluto la nazione con maggiori libertà al mondo.

Dal fumare cannabis alla prostituzione legale, dall’eutanasia ai sex park in cui è possibile fare sesso all’aperto nei centri delle città, in questo angolo di pianeta è davvero difficile sentirsi annichiliti dallo Stato, anzi.. spesso lo si considera un prezioso alleato

Sicuramente la bassa densità della popolazione e uno spirito protettivo nei confronti dell’ambiente hanno aiutato gli olandesi ad avere una prospettiva rivolta al futuro e non al passato, capace di non interferire nella sfera privata dei cittadini. 

L’intento (sempre molto nobile) è dunque quello di ispirarci a modelli sociali di grande apertura mentale, che (per alcuni aspetti) si sono dimostrati storicamente sensibili al concetto di libertà individuale

L’Olanda, ragionando in quest’ottica, ne è un esempio a tutti gli effetti, perché palesa come si possa avere il coraggio di rischiare, mischiando lungimiranza e idealismo, passato e futuro, tradizione e modernità, in una miscellanea in grado di valorizzare non uno, ma tutti gli aspetti della poliedrica personalità umana. E, inutile dirlo, anche sociale.


Sara Monaco