La guerra (semi) fredda

Lo scoppio della crisi diplomatica tra Russia e Ucraina riguarda soprattutto la zona del Donbas, che ha visto nascere due nuove repubbliche indipendenti riconosciute dal Cremlino, Donetsk e Luhansk.

Come per l’invasione della Crimea nel 2014, la versione sostenuta da Putin parla di maltrattamenti alla comunità russa residente nella zona. 

Viceversa invece il governo di Kiev vede gli attacchi alla capitale e l’asse militare con la Cina come l’inizio della nuova ridefinizione dei confini tra gli stati dell’est Europa.

Siamo al primo vero tentativo di restauro (dopo la fine della guerra fredda) del vecchio bipolarismo mondiale, che divide il mondo in due grandi blocchi contrapposti.

Se da una parte ci sono le motivazioni dell’ Ucraina, stato dell’ex blocco sovietico che vorrebbe entrare a far parte della NATO e della comunità europea dall’altro c’è la Russia, terza forza bellica mondiale e prima produttrice di gas per l’Europa occidentale che vuole rimpadronirsi di tutte quelle zone strategiche che ha perso con il crollo del muro di Berlino.

Comunque vada a finire questa immane tragedia resta il rammarico di quel sogno che aveva portato allo sgretolamento del muro di Berlino; agli ideali di Gorbačëv e di un mondo finalmente libero di cambiare a proprio piacimento, un mondo che forse non vedremo mai…