SCORDATEVI DI POTER VOTARE

Bocciati i referendum su cannabis ed eutanasia. La sconfitta della democrazia diretta. 

Quello che tutti temevano si è trasformato in realtà.

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis e fermato quella rivoluzione che partendo da molti stati europei sembrava potesse arrivare anche da noi.

“Il quesito referendario faceva riferimento a droghe pesanti e ci avrebbe fatto violare obblighi internazionali” questa le spiegazione in conferenza stampa del presidente della Consulta Giuliano Amato.

La Corte di Cassazione, esattamente come successo per il referendum sull’eutanasia, blocca tutto, impedisce ai cittadini di andare a votare e lavandosene le mani rimanda la palla alla politica, che a queste latitudini equivale a restare fermi nell’immobilismo totale.

Certo fa riflettere il fatto che tra tutti i referendum presentati gli unici che riusciranno ad andare al voto non siano quelli proposti dalla cittadinanza con la raccolta firme ma solo quelli presentati dai consigli regionali (leggi partiti politici) a tema giustizia.

Una specie di difesa del sistema, dove il popolo deve continuare a tenere bassa la testa perché a fare il bello e il cattivo tempo ci possono pensare solo i suoi rappresentati eletti in Parlamento

Per riuscirci non è poi così difficile, un cavillo qui, una virgola là e l’inammissibilità è servita.

Di questo parere i comitati promotori che in un’altra conferenza stampa hanno denunciato la scelta politica di Amato reo secondo loro di non aver neppure letto i quesiti in questione.

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, non si è risparmiato sul presidente della Consulta “Sui referendum della cannabis e sull’eutanasia ha fatto una conferenza stampa politica. E ha detto falsità”.

Accuse e controaccuse dunque, tutte in un linguaggio tecnico ben poco comprensibile al comune cittadino.

Certo, quando si parla di leggi ci devono pensare i tecnici, dell’una e dell’altra parte. Quelli che presentano i quesiti e quelli che invece li devono giudicare, e chi ha il coltello dalla parte del manico alla fine decide.

Ecco in tutto questo quello che non si prende in considerazione è la volontà popolare. Le oltre un milione e 200 mila firme raccolte per il referendum sull’eutanasia e le 630 mila per la cannabis non possono e non devono essere ignorate.

Se la politica italiana è diventata la barzelletta d’Europa lo deve proprio al suo immobilismo. All’incapacità di fare scelte coraggiose e riforme necessarie

Vista da fuori sembra che l’unico interesse dei partiti sia mantenere inalterati stipendi, privilegi, potere e “cadrega” con tanti saluti ai cittadini fino alle prossime promesse elettorali.


Marco De Luca