CANNABIS E SONNO

La correlazione tra l’uso della cannabis e il sonno è più o meno nota a tutti, soprattutto ai consumatori.

Ma qual è il razionale? Di certo sappiamo che il Sistema Endocannabinoide è responsabile di numerosi processi fisiologici, tra cui la regolazione del ciclo sonno-veglia.

L’assunzione di cannabis dunque può interferire e/o favorire il sonno, aspetto importante in pazienti che soffrono di disturbi del sonno.
Molto dipende dalla varietà di cannabis che assumiamo. I chemiotipi di cannabis Indica con alto THC migliorano la qualità del sonno, soprattutto se l’uso è sporadico (in acuto). Ciò è dovuto anche alla presenza nel fitocomplesso di terpeni quali il Mircene e il Linalolo, che aumentano l’azione sedativa del THC.
Per quanto riguarda i chemiotipi di cannabis Sativa, l’effetto sarà perlopiù energizzante ed euforizzante, sarà difficile quindi prendere sonno dopo l’assunzione.


Un discorso completamente differente riguarda il cannabidiolo, poiché produce un effetto bifasico: è stato osservato che un basso dosaggio di CBD ha un’azione stimolante, mentre ad alte dosi favorisce il sonno.
Allora come fare per migliorare il sonno assumendo cannabinoidi? Il consiglio è di conoscere il proprio corpo e selezionare accuratamente la varietà di cannabis (possibilmente di alta qualità).


Infine, chi non desidera l’ effetto psicotropo del THC, può assumere un adeguato dosaggio di CBD (meglio se in olio, per un dosaggio accurato) abbinandolo al linalolo: il monoterpene della lavanda capace di donare all’organismo un’azione rilassante e leggermente sedativa.

Giuseppe Battafarano