STRAPPARE LUNGO I BORDI

La sorprendente serie animata di Zerocalcare in onda su Netflix ha messo d’accordo pubblico e critica e portato alla ribalta le opere del fumettista romano

Italians do it better… mai come in questo 2021 l’eccellenza italiana ha fatto breccia in tutto il mondo. A livello sportivo, tra calcio, basket, pallavolo e soprattutto giochi Olimpici ma anche a livello artistico con il successo globale dei Måneskin.

Bene, il finale di anno ci ha regalato un’altra chicca forse ancora più sorprendente della vittoria nei 100 metri piani di Tokio. Su Netflix è infatti uscito Strappare lungo i bordi, la miniserie firmata da Zerocalcare.

Il disegnatore romano, al secolo Michele Rech, riesce nell’impresa di rendere coerente con il suo percorso artistico anche una serie animata e a trasportare in video tutto il suo vulcanico stile fumettistico. Una vera sorpresa, nei contenuti e nella realizzazione.

Ad apprezzarla sono così non solo i suoi tantissimi fan (aver venduto oltre un milione di copie fa capire quanto sia seguito) ma anche chi si affaccia per la prima volta nel suo universo narrativo.

Giusto il tempo di abituarsi alla parlata romanesca e la magia esplode in tutto il suo fulgore. Ci si ritrova a chiedersi se sia realmente un prodotto Made in Italy, perché diciamocelo chiaro, in tema di animazioni, i cartoon americani e gli anime giapponesi battono la concorrenza mondiale a mani basse. E invece, per una volta, lassù in cima ci siamo anche noi.

Inevitabile divorarsi le sei puntate di questa miniserie tutte d’un fiato, perché in poco più di un’ora ritroviamo tutta le verve di Zerocalcare, la sua capacità di farci ridere e al contempo riflettere sia sul quotidiano che sui massimi sistemi, il tutto senza soluzione di continuità. I ritmi serrati nell’esposizione vengono accentuati dal doppiaggio dello stesso autore, che sorprendentemente presta la sua voce a tutti i personaggi, sia maschili che femminili, a eccezione della sua coscienza, un Armadillo dalle sembianze antropomorfe, affidato all’ottimo Valerio Mastandrea

Scelta particolare questa e decisamente originale. Tutto si trasforma in un narrazione in prima persona da parte di Zero, come se ce lo stesse raccontando personalmente. Al contempo l’unica voce presente ci fa rivivere le stesse sensazioni della lettura di un fumetto, quando siamo noi stessi in solitaria a farlo.

Anche la struttura del racconto ha un andamento ben preciso. Parte incalzante in un caleidoscopio di battute, citazioni a getto continuo ed esilaranti riflessioni portate all’eccesso per poi rallentare man mano che ci si avvicina alla fine.

Ugualmente le tematiche trattate si fa pian piano sempre più profonde fino a toccare il culmine nel magnifico finale.

Strada facendo Zerocalcare riesce a dare forma e voce a tutte quelle insicurezze che la società moderna ci costringe a vivere, a quel disagio esistenziale che trova terreno fertile nelle degradate periferie urbane, a quella mancanza di opportunità e stabilità a cui sono costretti i giovani e non solo.

Una forte denuncia sociale, intelligentemente veicolata da umorismo e satira, raccontata attraverso le esperienze, le riflessioni e il quotidiano dell’autore.

Se volete ridere di gusto e contemporaneamente avere spunti interessanti non vi resta che mettervi comodi e guardarvi Strappare lungo i bordi di Zerocalcare, non ve ne pentirete.


Marco De Luca