Che seme scegliere?

Regolari, femminizzati o autofiorenti. Meglio sapere di cosa si tratta. 

“Buongiorno, vorrei un seme”. 

Questa è la classica frase di chi si avvicina per la prima volta alla coltivazione di marijuana appena entra in un Grow Shop, ma esattamente come succede in una enoteca, non basta chiedere “vorrei un vino” per essere serviti, le possibilità di acquisto sono talmente tante che bisogna avere un’idea più precisa di cosa si cerca. Vediamo allora di dare qualche indicazione utile per poter scegliere con più consapevolezza. La prima cosa da sapere è che esistono tre tipi di semi che hanno comportamenti completamente diversi di crescita. I semi regolari, quelli femminizzati e quelli autofiorenti (anch’essi femminizzati). L’ordine non è casuale. Negli anni molto è cambiato nel mercato delle genetiche arrivando a prodotti sempre più facili da coltivare

La cannabis infatti è una pianta dioica, ovvero esiste la pianta femmina e la pianta maschio proprio come quelle di kiwi, ginepro, pistacchio o spinacio

I semi regolari daranno quindi vita a piante di entrambi i sessi. I principi attivi (e psicotropi) però sono solo nel fiore della pianta femmina e dunque si avrà il 50% di possibilità ritrovarsi con piante maschili e non utilizzabili quindi per scopi curativi o ricreativi. L’impollinazione tra l’altro porterebbe il fiore femminile alla produzione di semi diminuendo così l’energia per sviluppare la resina ricca di principi attivi. Ecco dunque che negli anni è stato creato un altro tipo di seme. 

I semi femminizzati infatti, come il nome fa intuire, daranno vita esclusivamente a esemplari femminili con l’ottima notizia di sapere che su 10 semi potremo goderci il frutto (meglio dire il fiore…) di tutte e 10 le piante. 

Ormai la stragrande maggioranza di semi in commercio sono femminilizzati ma con la ricerca e gli incroci tra piante si è arrivati anche ad un nuovo tipo di semi, gli autofiorenti. La cannabis ha un’altra caratteristica particolare, è fotoperiodica

Il suo ciclo di vita si divide in due fasi. 

La prima fase è quella vegetativa, ovvero la pianta continua a crescere facendo foglie e rami

La seconda è la fioritura, con la pianta che diminuisce la crescita e concentra la sua energia nella produzione di fiori

Si dice fotoperiodica perché a far cambiare la fase della pianta è la quantità di luce che riceve. Quando le giornate si allungano (primavera estate) la pianta cresce, quando le giornate si accorciano (autunno) e le ore di luce diminuiscono la pianta fiorisce

Esiste però un tipo particolare di cannabis che si comporta in maniera diversa, la Ruderalis. Scoperta nella Siberia meridionale questa pianta, molto piccola e con pochissimo Thc, si è adattata così bene ai climi rigidi e alle poche settimane di caldo e luce di quelle latitudini che si è svincolata dal fotoperiodo. In pratica la sua crescita e fioritura dipendono solo dal tempo e non dalla quantità di luce. In poche settimane cresce, fiorisce e muore. 

I semi autofiorenti detti anche Auto, sono proprio un incrocio tra piante normali e piccole ruderalis, con la caratteristica finale di avere le qualità delle genetiche tradizionali ma essere svincolate dal fotoperiodo. Il risultato saranno piante molto più piccole che però, indipendentemente dalla luce e dal periodo dell’anno, ci metteranno solo 70/80 giorni per essere pronte. Tutti i semi autofiorenti, tra l’altro, daranno vita a piante femmine

Nella scelta di un seme da comprare dunque bisognerà prima di tutto decidere il tipo: 

Regolari. Per coltivatori esperti, che vogliono poter produrre anche semi o talee

Femminizzati. Per pensare solo al prodotto finito, con grande produzione in circa 5/6 mesi di coltivazione

Autofiorenti. Adatte anche ai neofiti, con dimensioni più contenute ma maggiore velocità di produzione

La scelta dovrà prendere in considerazione le vostre possibilità di spazio e tempo

Una pianta femminizzata produrrà molte più cime ma avrà bisogno di molto più spazio (può arrivare a superare anche i 2 metri di altezza) e molte più cure prolungate nel tempo visto che vivrà da aprile a settembre

Una pianta autofiorente invece produrrà molto meno ma sarà sicuramente più discreta, rimanendo piccolina attirerà meno sguardi indesiderati e vi terrà occupati solo 2 mesi e mezzo.

“Buongiorno, vorrei un seme”. Sono sicuro che non sarà più solo questa la vostra frase entrando in un Grow Shop.