Milano – Museo delle Illusioni

Quando ingannare i sensi e il cervello aiuta a imparare divertendosi.

Immaginatevi un museo dove il visitatore non deve limitarsi a osservare ma, per viverlo appieno, deve muoversi, toccare, parlare, saltare e soprattutto fotografare. Impossibile? Finalmente no. Il Museo delle Illusioni infatti è sbarcato anche in Italia dopo il successo riscontrato in oltre 30 musei gemelli sparsi in tutto il mondo. Milano dunque come Zagabria, sede dal 2015 primo museo della serie, ma anche come New York, Parigi o Dubai.

Noi di 420 Republic siamo ovviamente andati subito a visitarlo attirati da queste premesse molto interessanti e non siamo rimasti delusi. Lo spazio espositivo è già di per se molto inusuale, ricopre infatti i primi due piani di una casa storica nelle vicinanze della stazione centrale del capoluogo lombardo. Tra un’installazione e l’altra si percorrono cosi scalinate, corridoi, stanze e piccoli anfratti. La vera sorpresa però sono proprio le “opere”. Il museo infatti raccoglie 70 attrazioni in un vero e proprio viaggio storico tra le illusioni ottiche che ingannano i sensi, il cervello e la nostra prospettiva. Se da una parte le stampe alle pareti piene di scherzi ottici, percettivi e cognitivi ci sorprendono, a farla da padrone sono sicuramente le installazioni più complesse. E qui è doveroso avvertirvi: preparatevi a fare molte fotografie.

Il museo infatti sembra fatto apposta per quest’epoca così social e tra una stanza e l’altra vi ritroverete con gli scatti perfetti per essere protagonisti voi stessi delle varie illusioni ottiche. Per aiutarvi tra l’altro troverete sia le istruzioni che il punto esatto segnato sul pavimento dal quale scattare la fotografia. Ecco allora che potrete moltiplicarvi in un caleidoscopio gigante o ancora meglio entrare in una stanza fatta di specchi e ritrovarvi duplicati all’infinito. Potrete ribaltare la forza di gravità e rimanere appesi a una parete o fare la verticale su una panchina senza la minima fatica. Verrete trasformati in giganti o in nani spostandovi solo di qualche metro in una sorprendente camera prospettica e potrete perdere la testa fino ad arrivare a servirla su un vassoio d’argento. Tra un’illusione e l’altra finirete a giocare a carte contro altri cinque voi stessi, vi lancerete in un tubo idraulico come solo SuperMario potrebbe e vi accomoderete su una gigantesca sedia che non esiste ma che sarà ben visibile all’occhio umano sempre più ingannato.

Il divertimento è assicurato dunque e di certo anche i bambini gradiranno. I curatori infatti hanno reso accessibile le varie installazioni anche ai più piccoli con scalette e piattaforme che ne facilitano la fruizione. Tutto bene dunque? Ni. Qualche difetto nella nostra gita milanese è comunque apparso. In una sede più spaziosa per esempio si potrebbero apprezzare molto meglio le varie installazioni che ogni tanto appaiono un po’ sacrificate e fin troppo affollate.

Code comprese, il giro del museo dura meno di un’oretta e considerato il prezzo del biglietto, non tra i più economici, ci si aspetterebbe qualcosa in più.

Vedere comunque aprire un museo tutto nuovo in questo periodo di pandemia ci fa ancora più piacere. Tra restrizioni, lockdown, green pass e quant’altro investire e scommettere su qualcosa di nuovo che aiuti anche a sorridere ha tutto il nostro appoggio.